2016

Fulvio Bertodo (da facebook) 15 marzo alle ore 22:52 ·

Per il Bas, reduce dal TOR piu' brutto della storia, e' il momento di correre in piano e fare delle belle mezze maratone....e tutti ridono. E' il tormentone dell'inverno troppa montagna stufa? Si ma non una capra come il Bas, che se deve fare un allenamento “corribile” inserisce tremende risalite solo su mulattiere meno accidentate ma più inclinate dello scivolo del parco giochi dei bambini.
Per tutti c'e' comunque un appuntamento imperdibile di inizio stagione: L'ELECTRIC TRAIL.
E se ti fai l'ELECTRIC lungo a marzo allora non ti spaventa piu' nulla, puoi correre qualunque gara in quell'anno.
Questa è da anni la nostra battuta migliore e tutti si ride e ci si diverte ripensando alla settimana successiva alla gara, fatta per cercare di riconciliare il nostro spirito col mal di gambe che sembra diventato cronico, che non ti lascia in pace neanche a letto, che ti fa sorridere al solo pensiero che tutte stè salite così ripide e tutte quelle mulattiere, fatte di pietre storte e viscide, corse in discesa ti continuano ad accompagnare per molti giorni dopo aver finito di faticare, per farti ricordare dove sei andato a giocare .

Come il Monte Casto era la gara lunga troppo tardi nella stagione l'ELECTRIC è stato per anni la lunga troppo presto nel calendario valdostano. Tutti sono nel clu' della stagione sci alpinistica, la neve è bassa e sfiora i 1000 metri e come puoi prepararti ad una gara con 3600 metri di + se non sulle mulattiere della bassa valle e della fine del canavese. Solo qui ,nei tempi addietro, era possibile costruire strade selciate di una ripidita' impressionante, perchè le quote sono basse, si parte da meno di 300mtr slm, hanno permesso hai vecchi di osare i percorsi piu' corti per arrivare alle piccole frazioni dove la neve si fermava poco e le rocce si potevano asciugare facilmente. Poi tutto è stato abbandonato per anni, nascosto dalla vegetazione , rivive solo d'estate per le risalite alle montagne che ti spiegano la loro rudezza appena pronunci i loro nomi : CRABUN, TETE' DE COU, CROIX CORMA.... Pure nelle vigne ,abbarbicate sulle rocce, si sono dovuti attrezzare con piccole cremagliere per vincere la ripidita' e l'asprezza della roccia viva. Infine e' arrivato ROBY e da grande appassionato di corsa e di natura ha voluto provare ad organizzare un sogno...quello di poter correre e scalare tutto l'anno anche senza sci ,pelli e ramponi, detto fatto ecco l'ELECTRIC “corto” 18 km 1335D+,con partenza quasi in piano....e se ti regge il cuore e hai del coraggio, poi ti devi prendere i tuoi bei rischi in discesa, per riuscire a chiudere una gara così difficile nelle 2 ore. In una delle prime edizioni ero nei dieci dall'inizio ed arrivato al Borgo, dove rimangono solo i 3 km piu' semplici ,su asfalto, fra le vigne, vengo colto da crampi mai provati prima, finisco nei 20 molto contento di non essermi strappano continuando a correre in preda alle fasi terminali del Tetano. Poi ,io e il Bas ci fermiamo sotto il gonfiabile attendendo con calma Sonia. Quell'anno a fine dicembre si era fratturata la rotula e nessuno di noi esperti era riuscito a fargli fare una lastra prima di 3 settimane. Nonostante l'errore che poteva risultare fatale, era riuscita dopo 2 mesi di rieducazione in palestra ad allenarsi 5 o 6 volte e così quel giorno riprovava a correre per piu' di 2 ore dopo 3 mesi, un vero azzardo. Dopo l'arrivo delle prime 2 donne ,con tempi record, stavamo per avviarci verso la macchina per cambiarci gli abiti fradici di sudore, ma mi giro verso il ponte romano e la vedo che arriva !!! Cazzo è terza!!! Quasi impossibile da quantificare lo sforzo che fece quel giorno. Per me è stata la sua vera consacrazione a campionessa. Quasi nessuno ci credeva ma quell'anno arrivò seconda ,con due costole fratturate sin dai primi kilometri, alla tremenda OASI ZEGNA 60k, vinse la Valdigne 100k e arrivò seconda al TOR 330k. L'anno dopo si allunga : 30 km e qui il gioco si fa duro, sono preparato ma c'e' una qualità mai vista prima. Non si riesce a stare nei primi dieci neanche a scannarci in salita, vado a bomba, ma piove forte e le pietre diventano di sapone , in discesa ho il ricordo vivido del mio pensiero che va alla tenuta spettacolare delle mie scarpe nuove Lafuma con suola in vibram. Mi rilasso facendo scorrere davanti a me un ragazzo che e' un vero camoscio e ...Cado rovinosamente scivolando per 4 o 5 metri sul selciato. Mi fermo su di una pietra così appuntita che mi affetta la mano sinistra. Inizio a rialzarmi solo dopo 10 secondi e capisco che è grave. Il sangue esce a spruzzi regolari seguendo il mio battito cardiaco impazzito. Cerco di chiudere la ferita come posso e correndo mi avvio verso il ristoro . Sono a meta' gara e sono passate quasi 2 ore. Devo decidere cosa fare e alla fine mi ritiro. Proseguo fino dai medici all'arrivo, che mi mandano direttamente al Pronto soccorso, perchè la ferita e' troppo profonda e sporca . Dennis e Sonia trionfano sotto una pioggia e un freddo invernale. Io festeggio mentre mi ricuciono in ospedale e guadagno 4 punti , che non mi serviranno neppure per il Monte bianco!!! E poi la gara diventa adulta: 42 km e 3600m+. A mio parere la gara piu' dura a cui ho partecipato. In seguito solo le gare di Andorra e le Orobie mi hanno fatto assaporare la stessa fatica , ma qui non siamo in alta montagna . E magicamente ricomincia piovere e poi smette ma fa freddo ed l'anno piu' bello, tutti sono preparatissimi tranne me. Ho provato a stare dietro alle prove dell'electric coi miei compagni di merende , ma nulla. Ho ancora il carnevale nelle gambe. Si parte fortissimo come ad un vertical. Ma dopo quasi 3 ore non sono neppure a metà. Mi perdo d'animo e perdo consistenza. Le salite nel bosco si fanno sempre piu' ripide e le discese estreme. Le gambe fanno male da morire, ma voglio finirla, devo provarci. Allo scadere delle 4 ore iniziano i crampi ,che mi accompagneranno per tutto il resto del cammino. Mi superano Sonia e il Bas freschi come fiorellini bagnati dalla rugiada del mattino. L'ultima risalita e' un inferno di visioni oniriche, come se fossi alla seconda notte di un'ultra. Ricomincio a correre che manca un kilometro e chiudo nelle 7 ore, 19esimo. Sarà il recupero muscolare piu' lungo della mia carriera ,senza infortuni. Ricordo di essermi fermato per quasi 10 minuti ,seduto su di una pietra prima di affrontare l'ultima discesa verso la frazione di Albard de Bard, ricordo ancora che l'aria era fresca e mi asciugava il sudore addosso hai vestiti, ho respirato a lungo ,guardando il blu che finalmente bucava il cielo di nuvole bianche e grigie e l'aria sapeva di neve, quell'odore inconfondibile che si sente qui in bassa valle all'inizio della primavera;Attorno a me c'erano gia' piccoli fiorellini gialli sotto gli alberi di castagno ancora spogli e mi e' tornato il coraggio di vivere , di affrontare tutto ,anche l'ultima terribile ripidissima discesa! E di scuse ne ho usate anche troppe per provare a spiegare al mio ego che in tanti anni il grande FULVIO non è mai riuscito a restare nei primi 10 all' ELECTRIC TRAIL. Cosi l'anno scorso ci riprovo, piu' preparato ma pur sempre molto indietro rispetto alla forma primaverile. E scopro che tutto e cambiato ,a parte il percorso estremo. Sono moltissimi gli atleti che hanno provato e riprovato il percorso, e per alcuni la prima gara di stagione è diventata la piu' importante dell'intero anno. Sento racconti di decine di migliaia di metri di dislivello percorsi in salita in allenamento , e poi ci sono molti atleti stranieri forti. Bum e si parte in salita e i primi 3 se ne vanno dopo poco .Sono con Bruno, genio e bandiera delle corse in montagna e con noi c'e' un francese con le 5 fingers che spinge da bestia e indovina un po' ….piove e fa un freddo bestiale. Bruno ha contato i fuggitivi e capiamo che se stiamo li ci potremmo giocare il podio a 5. Allora si spinge a tutta per le prime 3 ore ,che passano in un baleno. Poi il tempo peggiora, nelle parti in alto nevica forte e la patina bianca si ferma sui pietroni rendendoli impossibili da domare , non ci resta che buttarci alla ricerca del terreno fangoso e cercare di contenere scivolate e cadute. Bruno è un re in discesa e mi svernicia in scioltezza ,mentre il francese non sta in piedi per piu' di un metro così perde terreno velocemente. Ora tutto avanza con estrema lentezza, le gambe si fanno dure e le difficoltà aumentano ancora , mi devo rivestire con il goretex e in discesa non prendo piu' rischi. Per me è troppo difficile e le pietre continuano ad essere sempre più pericolose. Mi passano in quattro e non provo nemmeno a stargli vicino sono in preda hai crampi , poi mi fermo ad un ristoro e mangio una banana mentre chi mi ha appena sorpassato non si ferma neppure. Riparto bello, bello e risupero un ragazzo russo che sbuffa come un treno a vapore. Oddio avessi preso i bastoncini ,come tutti e tre i ragazzi che mi hanno superato ,sarei forse messo meglio di gambe. Sotto la pioggia entro nel finale di gara e so che mi attende ancora un bel pezzo ultatecnico dove non si può sbagliare. E' tutto segnato benissimo...basta seguire le grosse gocce di sangue che chi ci ha preceduti a lasciato ad intervalli regolari ogni 2 - 3 metri sulle rocce. Mi raggiunge la Sony e all'ultimo ristoro ci dicono che siamo 10cimi. Gongolo all'idea di arrivare assieme finalmente nella prima decina, ma un fulmine ci supera in discesa saltando e scivolando come ad uno slalom di coppa del mondo. Va be dai, con sta gara proprio non c'e' ne e all'ultima risalita mi riprendono i crampi e la Sony se ne va da sola. Bho c'e' l'ultimo pezzo d'asfalto nelle vigne di Donnas e riprendo il discesista in preda hai crampi e poi la Sony e tagliamo il traguardo mano nella mano decimi. Siamo molto sorridenti ,ma quasi esclusivamente perchè sono finite tutte quelle pietre viscide e finalmente possiamo rilassarci. Nessuno verrà con noi a far festa quella sera, sono tutti troppo stanchi e infreddoliti e anche la birra è troppo fredda per brindare più di una volta. Abbiamo fatto tutti troppo, e la montagna di pietre stava per vincere su di noi. Il capannone bianco si sposta alle folate di vento e non vedo l'ora di andarmene a casa ,Electri Trail hai vinto tu.....anche quest'anno! E siamo ancora qui dopo un'altro anno a raccontarci qualcosa di grande che vorremo fare. Roby ha venduto la ditta e si è trasferito nel Nord Europa. Qui ,noi del NORTH BORDERS ,aspettiamo forse quest'ultima edizione che ROBY ci ha quasi regalato: 8 euro la corta 10 la lunga. Vengo da un lungo stop causa infortunio. L'anno scorso ho corso troppo e a giugno ero gia' completamente cotto. Quest'anno sono partito solo un mese fa e a stare con gli altri non se ne parla prorpio. Ho tentato un'uscita di 3 ore col Bas e la Sony e le gambe sembra abbiano retto, solo un po' di male all'anca e al ginocchio destro. Ma ci dovevo provare ,così la scorsa settimana a causa di qualche impegno di lavoro in meno ho tentato un'altra uscita di tre orette ed ora mi ritrovo con un ginocchio della dimensioni doppie rispetto all'altro. Manca solo una settimana e non mi sono ancora iscritto e mi sa che ,se escludiamo miracoli dell'ultimo minuto, non lo potro' proprio fare. Il lavoro intanto è tornato a ritmi impossibili e conosco bene questo fisioterapista esperto che da giorni mi sveglia all'alba con il solito consiglio: RIPOSATI!!! Mentre il ginocchio fa male, ma migliora, migliora....arrivederci ELECTRIC TRAIL!!! Se ci sarai ancora ci riproverò forse e se non succederà ,tornerò fuori stagione ad arrampicarmi fra le rocce e i castagni, verso il blu del cielo, ripensando a tutti i momenti epici passati assieme hai miei amici, su questi bellissimi sentieri.

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